La cucina era il vero centro e cuore della casa carnica, infatti il termine Cjase (casa) poteva indicare sia l'ambiente adibito a cucina sia l'intera abitazione. La cucina era quindi il luogo per preparare e consumare il cibo, per trascorrere le serate, ma soprattutto era il luogo in cui si trasmetteva il “sapere antico”. In Museo si possono ammirare due esempi:

la prima proveniente da una ricca abitazione di Paularo (Casa Fabiani già Linussio), risalente alla prima metà del Settecento, qui interamente ricostruita con l'arredo che la componeva;

Paricolare - Cucina Marchi

la seconda, più modesta e composta da mobili e suppellettili provenienti da varie località della Carnia.

Credenza settecentesca

Il focolare era l'elemento primario: di grandi dimensioni quello della cucina Marchi, con la pregevole raccolta di pentole di terracotta, sopra la cappa; più piccolo e disposto in un angolo quello della seconda cucina.

Da osservare il sostegno di ferro con piattino di lamiera destinato a raccogliere i pezzi di radice di pino, impregnati di resina, un tempo usato come materiale da illuminazione (la lum di pin). Completano l'arredamento il lavandino di pietra, la madia (panarie) per la conservazione della farina e del pane, la credenza e le numerose suppellettili domestiche.