Michele Gortani si spense il 24 gennaio 1966 nella sua casa di Tolmezzo, lasciando un vuoto incolmabile ma un grande segno nella scienza e nella cultura.Michele Gortani nacque a Lugo (Spagna) il 16 gennaio 1883, dall’ingegnere Luigi, trasferitosi per motivi di lavoro e da Angelina Grassi.

Dopo la laurea in Scienze Naturali all’Università di Bologna intraprese una brillante carriera nel mondo accademico infatti fu docente all’Università di Perugia (1904-1906), Torino (1911-1913), Pisa (1913-1915/1918-1921), Cagliari (1922) Pavia (1922-1924) e dal 1924 al 1953 fu Professore Ordinario e poi Straordinario all’Università di Bologna, partecipando in parte all’allestimento e allo sviluppo del Museo Geopaleontologico “G. Capellini”.

Gortani rappresentava l’immagine di uno studioso a 360 gradi, specializzato in numerosi campi molto spesso diversi tra loro che spaziavano della geologia alla politica, dall’assistenza ai profughi all’arte.

Egli viene ricordato per la sua fama di geologo a livello nazionale ed internazionale, autore di oltre 320 pubblicazioni scientifiche, nonché per la sua attività di speleologo, infatti partecipò a numerosi convegni legati a queste scienze sia in Italia che all’estero. Inoltre fu incaricato dall’Agip di eseguire due campagne di studi geo-petrolifere nell’Africa Orientale Italiana tra il 1936 e il 1938.

Interessante fu il suo impegno a seguito della strage del Vajont, infatti già all’inizio il Gortani espresse un parere negativo alla costruzione della diga e successivamente dal 1964 fece parte di un collegio peritale incaricato di accertare le cause del fenomeno.

Michele Gortani si impegnò molto anche in campo politico prima come Deputato (1913), poi come membro dell’Assemblea Costituente (1946-47) ed infine come Senatore (1953), dedicandosi in prima linea per l’assistenza ai Profughi durante le due Guerre Mondiali o prodigandosi per l’approvazione di garanzie a favore della montagna e dell’artigianato (ultimo comma dell’articolo 44 e 45 della Costituzione Italiana).

Intensa fu la sua partecipazione in numerose Istituzioni della Carnia così come particolare fu il suo rapporto con la Società Filologica Friulana, prima come membro del Consiglio e poi, negli anni dal 1945 al 1948, come Presidente.